venerdì, febbraio 20, 2009

Perchè Sanremo è Sanremo


Sono caduta nella trappola Benigni. Rovinosamente scivolata nella rete di Sanremo, di cui, dallo spettacolo Johnny Stecchino, non perdo un minuto. Mi tocca comprimere la doccia negli spazi pubblicitari al punto da rimpiangere un pò le lunghe interruzioni Mediaset. Praticamente ho sentito tutte le canzoni, i duetti, le performances degli artisti ospiti. Ho perso solo la lettera di Giordano letta da Haber, maledizione, ma deve essere stato il momento in cui non trovavo il bagnoschiuma.
Ho detto, sono caduta nella trappola di Sanremo ma non me ne dispiaccio. Devo dire che mi piace. Mi piace Bonolis, soprattutto quando fa lo stronzo. Mi piacciono alcune canzoni, in primis la poesia di Arisa tra le nuove proposte. Mi piace l'idea del valletto che anche se non parla dice un sacco di cose. Ho avuto i brividi con Benigni nell'intervento tratto dalla lettera d'amore scritta da Oscar Wilde ma l'ho trovato ripetitivo su Berlusconi e nella polemica con la Zanicchi, ho pianto su Bocca di Rosa cantata da PFM, Santamaria e Accorsi, ascoltato Allevi, anzi, osservato Allevi e le sue mani, velocissime e poi Bucharach, semplicemente emozionante. Bello anche il Va pensiero cantato da Mina, senza tante polemiche e parole. Certo non è lirica, ma se il pezzo rende il problema dov'è?
Ora veniamo alle cose serie. La Zanicchi. La sua canzone. Quante parole. E quante polemiche. E passino quelle sulla canzone di Povia gran furbone, che è pure carina, orecchiabile, non dice nulla di eclatante, non parla di malattie, epidemie cataclismi ma racconta una storia, singola, pure romantica se vogliamo e come al solito si è alzato un polverone per nulla. Povero Luca. Prima si bucava e Silvia non lo sapeva, poi la Salemi si era praticamente trasferita a casa sua, ora questa, era gay e non lo è più. Qui i casi sono due, o è sfigato o ha degli amici che non si fanno i cazzi loro.
Ma la Zanicchi che vuole fare sesso che problemi ci da? Ma porco cane, qui mi infervoro. Va bene che la canzone faccia cagare, e su questo non ci piove, ma qui le polemiche non sono per la canzone ma per il fatto che una donna di sessant'anni voglia trombare. E voglia farlo così, tanto per fare, senza affetti, vincoli, dipendenze. Ora, se Mario a sessantanni va a Cuba sta bene. Se Briatore si tromba tutte le modelle di Dolce e Gabbana "Mica scemo!!". Se in tv passa Hefner accompagnato dalle sue conigliette lampi d'invidia negli occhi dei nostri compagni, coinquilini, fratelli, amici. D'Alessio e la Tatangelo, che coppia.
Se la Zanicchi sale su un palco e dice voglio trombare, voglio farlo bene e voglio pure farlo a lungo non va più bene. No. Le sessantenni fanno le torte di mele, la bagna cauda, la coda al supermercato, il golfino alla nipote, il cruciverba di Dipiù e la busta a Natale.
Bigotti.
E maschilisti.
Oltre che invidiosi. Scientificamente provato che noi donzelle, a quell'età, facciamo dell'ottimo sesso. Senza Viagra.

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