Monello

Sono preoccupata, realmente preoccupata della situazione a cui sto correndo incontro. Lunedì scorso ho cominciato la mia esperienza di affidataria. I servizi sociali della circoscrizione in cui ho fatto tirocinio mi hanno dato in affidamento un bambino, M., di quattro anni, per seguire con lui un progetto educativo tre giorni alla settimana. Ho conosciuto la sua situazione e la sua famiglia, in particolare sua sorella, le insegnanti, l'assistente sociale e il fratellino su cui è attivo un altro affido diurno con Valentina, una mia compagna di corso. L'idea di trascorrere del tempo con i piccoli, e di condividere quest'esperienza con Vale è esaltante. Erano anni che volevo testarmi su un affidamento. Prima di cominciare il lavoro vero e proprio dell'assistente sociale, penso sia fondamentale comprendere cosa esiste dall'altra parte della barricata, avere una visione globale.Poi, come ho detto, farlo con Valentina è per me spunto di riflessioni e di confronto. Vale si è rivelata quella che immaginavo, una potenziale ottima assistente sociale, che lavora con passione e con il sorriso. I bambini la adorano.
Ciò che mi preoccupa è il caratterino tutto pepe di M. Mi sono impegnata a far trascorrere almeno una settimana con il bambino prima di giungere a conclusioni affrettate, e la situazione è un po' migliorata. Dottore, ho tra le mani un eccezionale quanto rarissimo caso di "bambino pazzo e scatenato".
Lunedì scorso il suo divertimento maggiore è stato buttarsi addosso il fratellino, fino a quando l'ho portato a correre nel campetto di atletica. Pensavo di averlo fatto stancare al punto che sarebbe stramazzato al suolo, e invece no, non soddisfatto è tornato al parco dove giocavano i bambini più piccoli e si è lanciato nella mischia. Siccome il parco a quell'ora è gremito di bambini per la maggior parte arabi, per un attimo ho temuto in una piccola Jihad. I papà mi guardavano tutti con gli occhi a fessura, espressione dal significato inequivocabile "Sparite tu, e il piccolo diavolo".
Martedì ho pensato di desistere. Siamo andate a prenderli a scuola e li abbiamo portati ai Giardini Reali, dove perlomeno lo spazio è tanto. E' successo di tutto. Avevo portato una palla e per un po' abbiamo giocato a calcio, facendo attenzione che il grande non uccidesse il piccolo. Poi ci siamo spostati ai giochi, dove BPS (bambino pazzo e scatenato) ha quasi investito un pupetto molto più piccolo di lui. Ed è qui che è successo il fattaccio. L'ho bloccato un attimo prima che gli andasse contro con il contro con il corpo e lui, pensando lo volessi castigare, mi ha sputato in faccia. Non mi era mai successo. La sua espressione è cambiata non appena si è reso conto di aver fatto una cazzata e a quel punto si è fatto alzare senza capricci. Io sono rimasta di sale, incapace di reagire, priva di espressione. M. non sapeva che fare, si è messo a piagnucolare, ma perlomeno si è fatto portare via senza fare resistenza. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata, durante la quale mi ha chiesto più volte se ero arrabbiatissima e volevo picchiarlo, cosa che non mi è passata per la testa neanche al parco, fino a quando mi è scappato di mano per correre in mezzo a ragazzi che giocavano a frisbee. Qui Vale ed io siamo giunte alla conclusione di poterlo utilizzare come pretesto di baccaglio.
Mercoledì ero preoccupatissima. Ho trascorso la notte di martedì a valutare come ottenere la sua fiducia, la sua attenzione, evitare incidenti e crisi di rabbia che ogni tanto lo vincono. Dopo l'esperienza del giorno prima non sapevo come mi avrebbe accolta ed ero desolata all'idea di dover arrendermi ad una situazione che ero incapace di fronteggiare. A sorpresa è stato invece molto più tranquillo, siamo stati nei pressi dell'Università, dove abbiamo trovato un parco giochi poco frequentato con giochi non pericolosi.
Ho scoperto così che il piccolo demone è terrorizzato dalle formiche e dagli insetti, che ogni volta che fa goal vuol essere abbracciato, e che è protettivo come un padre nei confronti del fratellino. Ho scoperto che non sa dire la c e la g dure, perchè diventa peccè e claudia diventa lauvia. Ho scoperto che divora plum cake e cetrioli, che fa un sacco di domande ed è simpatico, che vuole attenzioni e coccole lecite a quattro anni, e che non è così pericoloso.
Ho deciso quindi che non desisterò, che gli insegnerò a non temere le formiche gli insetti, risponderò alle sue domande, ci abbracceremo quando farà goal e mangeremo plum cake. Insciallah


5 Commenti:
e aggiungerei che sono proprio due bei bambini!!
sim
Vero che sono belli??? come direbbe M. sciamo bellissscimi... altro che palestra...un bell'affidamento....
Vedrai, dagli il tempo di abituarsi a te e poi il demonio uscirà dal suo corpo!
Ciao Cla!Queste tue parole, mi confermano il fatto che sei unatipa tosta!e M. un giorno ti chiederà scusa per quello sputo e ti abbraccerà fino a strangolarti(in senso buono eh!). Tu conosci la sua situazione familiare..e anche se nn bisogna ricercare per forza un perchè delle cose..magari M. ha solo bisogno di una persona calma e pacata come te per"comprendere" la sua ansia e la sua rabbia, come tu sai, molto evidenti!Quindi.. continua così e complimenti per la tua forza d'animo!Ti ho sempre detto di stimarti tantissimo...e sono sisura che anche M. ti dirà lo stesso, un giorno!Un bacione immenso..e saluta Vale =)
Ma che carina che sei sempre con me.... però attenta, io ho una doppia personalità, un po' come i serial killer... a parte tutto anche Vale ha un bel pezzettino tra le mani, il piccolo non dice mezza parola e comprenderlo a volte è veramente dura... ma si..ce la faremo...
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